La mia ricerca e i miei studi mi hanno portato a ritenere che le credenze e le convinzioni che abbiamo nei confronti di noi stessi finiscono anche per determinare il modo in cui vediamo le cose e gestiamo il lavoro e la vita.
Possiamo credere che le nostre qualità siano scolpite sulla pietra, mindset statico, e questo ci spinge a metterci alla prova, a dimostrare che le nostre capacità sono di un livello elevato. Si tratta di una mentalità per la quale conta dare prova di sé: ce la farò o no? Verrò accettato o rifiutato? Mi sentirò un vincente o un perdente? Farò la figura di uno intelligente o di un perdente?
Esiste anche un’altra mentalità, mindset dinamico, che non considera i tratti personali come delle carte che vi sono toccate e con le quali si deve convivere per convincerci o convincere gli altri che abbiamo una scala reale mentre in segreto temiamo perché abbiamo una coppia di Dieci.
Questa forma mentis considera le carte e noi stessi come il punto di partenza di uno sviluppo: il mindset dinamico si fonda sulla convinzione che con l’impegno le qualità di base possano essere coltivate e sviluppate. Quindi anche se le persone differiscono tra loro per 1000 modi talenti attitudini interessi temperamenti, ciascuna di esse ha la possibilità di cambiare e crescere attraverso applicazione ed esperienza.
[Fonte Caro Dweck]




