Diamo i nomi alle cose

Il Reverse Marketing è la strategia che punta a fare sì che sia il cliente a prendere l’iniziativa di avvicinarsi all’azienda, al Venditore al Brand, e non che sia il Venditore a sollecitare chiamare disturbare il cliente per farlo passare all’azione.
Spesso, ma non sempre, i canali usati dai due marketing sono gli stessi (portali, social, new media).

Nell’immobiliare il reverse Marketing consiste nell’attrarre i potenziali clienti, proprietari e acquirenti creando valore e contenuti portandoli a cercare l’agenzia o l’agente tramite il valore percepito basato sulla creazione di video, post, reel storie, caroselli clip e su un posizionamento autorevole.

Facile e bello ma occhio ai Limiti:
Tempo. Serve tempo per costruire la reputazione e l’autorità necessarie a far sì che i clienti “apprendano” e agiscano.

Investimenti. Serve alta competenza nella creazione di contenuti e la produzione di materiali (articoli, video, post) ad hoc e di qualità che spesso solo soggetti terzi possono offrire, a pagamento. Se poi l’agenzia o l’agente non è già riconosciuta o percepita come autorevole, occorre investire risorse ancora maggiori per diventarlo.

Riscontro complicato. Essendo focalizzato sulla consapevolezza del marchio e sulla reputazione è complicato misurare il ritorno sull’investimento nel medio periodo. Se poi manca competenza di vendita il CAC (costo acquisizione cliente complicato) diventa ancora più alto.

Pubblico. Se non gestito correttamente, il Reverse Marketing raggiunge un pubblico troppo limitato o generico.

PS poi molti lo fanno semplicemente per non chiamare, fare ricerca e generare contatti, ma non diciamolo

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