Fare chiamate attive perché [Parte 2]

Essere proattivo, controllare l’acquisizione e fare chiamate perché?

Per due motivi:

Motivo B, miglioro la mia organizzazione

  1. Mi creo un task, del tempo quotidiano, che riservo a una specifica attività da svolgere in modo se non persistente, teoricamente continuo
  2. Imparo a gestire meglio i LEAD e a non essere attaccato al risultato immediato (l’appuntamento di acquisizione o l’esclusiva)
  3. La gestione dei lead mi aiuta a comprendere come posso gestire più o meno con le stesse modalità anche le esclusive, le pratiche, gli acquirenti e i collaboratori.
  4. La programmazione e ripetizione della ricerca in unità fisse, mi permette di poter replicare questa organizzazione a task anche in altri ambiti del mio lavoro.
  5. La comunicazione e la padronanza degli script della ricerca mi aiuta a capire come migliorare e sviluppare la padronanza degli script anche in altri ambiti (nella profilazione, nella presentazione e nel lavoro con gli acquirenti).
  6. Comincio a comportarmi in modo diverso riguardo la mia disponibilità, divento meno disponibile e smetto di essere a disposizione.
  7. Se casualmente mi capita di lavorare con un forte numero di acquisizioni passive, il fatto di pensare di fare ricerca e di organizzare quel tempo per chiamare gestire e organizzare i miei lead fa fare un salto di qualità alla mia organizzazione
  8. Più riesco a essere costante nelle chiamate, più rafforzo la mia positività e la fiducia in me stesso e di conseguenza la mia impostazione mentale.
  9. La costanza e la continuità mi aiutano ad essere più attaccato e rispettoso del sistema
  10. La continuità nella ricerca mi aiuta a comprendere il lavoro è una cosa e la vita è un’altra e che nel lavoro occorre acquisire capacità che non abbiamo e comportamenti lontani dalla nostra indole

[Fonte Iperprofessional]

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